Dieta a Zona, come funziona

 

In questo articolo vedremo la dieta a zona come funziona, i blocchi della dieta zona, le caratteristiche, benefici e controindicazioni.

Come è iniziata

Lanciata ormai nel lontano 1995 da Barry Sears che pubblicò il libro “Come raggiungere la zona”, la dieta a zona è un vero e proprio modello alimentare; che per primo ha posto l’attenzione sulle associazioni relative ai grassi, ai carboidrati e alle proteine nell’alimentazione.

 

La dieta a zona come funziona

la dieta a zona come funziona

 

Questa dieta si basa sul controllo dei cosiddetti “eicosainoidi“, ovvero degli ormoni speciali che regolano molte funzioni essenziali dell’organismo.

 

Il controllo sulla produzione di questi ormoni ci aiuta a mantenere efficiente il nostro organismo e ci aiuta quindi a combattere anche malattie degenerative.

Il fatto del dimagrimento è solamente uno dei benefici di quelli più estesi relativi ad avere una salute migliore.

 

 

La Dieta a zona come funziona, le caratteristiche

Uno dei limiti dell’alimentazione di noi italiani è l’eccesso di consumo di carboidrati, soprattutto quelli complessi presenti negli alimenti della cosiddetta “dieta mediterranea”. Come la pasta e la pizza, l’eccesso di questi provoca degli squilibri soprattutto nella produzione degli eicosanoidi e soprattutto altera il meccanismo fondamentale di produzione dell’insulina.

 

Quest’ultimo aspetto è quello responsabile del meccanismo dell’aumento della fame continua e condiziona la produzione di eicosanoidi cattivi.

 

Il Dottor Sears spiega che vi è una relazione fondamentale fra l’aumento della glicemia, dovuto alla maggiore produzione di insulina, e l’accumulo di grasso corporeo.

 

Un altro aspetto largamente sottovalutato è anche l’equilibrio nel consumo dei grassi essenziali. Ovvero di quei macronutrienti che troppo spesso vengono ritenuti la fonte primaria del processo di aumento del peso.

 

 

La dieta a zona come funziona la regola 40-30-30

dieta-a-zona

I tre nutrienti fondamentali, ovvero carboidrati, proteine e grassi devono essere consumati in una percentuale rigorosamente costante:

 

  • 40% di carboidrati.
  • 30% di proteine.
  • 30% di grassi.

 

 

La Dieta a zona come funziona  i blocchi

 

Il regime della “Zona” prevede proprio un’alimentazione bilanciata che tenda al raggiungimento del equilibrio 40-30-30; distribuito nell’arco della giornata in un certo numero di “unità alimentari”, detti blocchi.

 

In genere un adulto che fa vita sedentaria potrà assumere nell’arco della giornata circa 12 blocchi; da consumarsi ripartiti nei tre pasti fondamentali della giornata. Al crescere dell’attività fisica, crescerà il fabbisogno di blocchi da assumere nell’arco della giornata.

libro dieta a zona

Nel libro pubblicato da Sears; sono riportati schemi legati all’apporto di nutrienti e al calcolo in termini di “blocchi” della maggior parte degli alimenti comunemente consumati.

 

Ne è stata fornita anche una versione italiana di queste tabelle. La quale tiene conto delle abitudini alimentari di noi Italiani; soprattutto prevede alimenti che negli Stati Uniti non sono presenti.

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Dieta a zona ricette

Occorre tenere presente che non tutti i cibi sono uguali.

 

Esistono ad esempio nell’ambito dei carboidrati, alcuni alimenti da considerarsi privilegiati (e quindi da consumare preferibilmente); come le verdure e alcuni tipi di frutta.

Stesso discorso vale per il consumo di proteine e grassi: le carni bianche sono preferibili alle carni rosse (tipo manzo) e agli insaccati.

Mentre nell’ambito dei grassi, sono da preferirsi l’olio d’oliva extra vergine, oppure le arachidi, rispetto al burro ed altri grassi naturali.

 

Alla base della dieta vi è quindi l’esigenza di pesare tutti i cibi; oltre ad armonizzare le ricette sulla base del corretto apporto di nutrienti di ogni singolo ingrediente.

Poiché questo è chiaramente impossibile in tutti i contesti della nostra vita sociale. Viene suggerito il cosiddetto “metodo ad occhio”: con un po’ di allenamento; riusciremo a pesare “visivamente” gli alimenti e rimanere ragionevolmente in una gamma di alimentazione dentro la zona.

 

 

La dieta a zona come funziona con l’Omega3 

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Oltre alle indicazioni fondamentali fornite, è necessario inoltre integrare l’alimentazione con una fonte aggiuntiva di Omega3.

Questo elemento è presente nel pesce e soprattutto nel salmone, dove è maggiormente concentrato.

 

E’ ovvio che anche consumando tutto il pesce possibile, non arriveremo mai a consumare il quantitativo giusto di Omega3.

 

Per questo dobbiamo ricorrere a degli integratori, che ci aiutino ad assumerne il quantitativo giusto.

Il meccanismo virtuoso di assunzione dell’Omega3 ci dice che per ogni pasto dobbiamo consumare dalle 2 alle 3 pillole di Omega3.

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Benefici e controindicazioni

 

Gli effetti benefici della Dieta a Zona

La dieta a Zona come regime dietetico sembra funzionare molto bene. Inoltre ha il pregio di limitare la fame, controllando in maniera piuttosto rigorosa l’assunzione degli zuccheri.

In generale si può anche dire che l’alimentazione proposta con la dieta a zona sia in generale valida. Almeno dal punto di vista dei consigli alimentari.

E’ vero che una cattiva interpretazione del concetto di “dieta mediterranea” in passato ha portato ad un aumento spropositato nel consumo di pasta e pizza. Mentre invece alla base della stessa vi era un consumo più frequente di verdure e frutta, peraltro facilmente reperibili in Italia.

 

Anche il consiglio di consumare soprattutto più pesce e carni bianche risulta in linea con le moderne diete (come quella proteica). In quanto tendono a privilegiare proprio il consumo di queste proteine.

 

Esistono in commercio inoltre alcuni integratori alimentari (barrette, biscotti, snack) che aiutano a rimanere in zona; con cibi formulati in maniera tale da rispettare esattamente il bilanciamento fra proteine, carboidrati e grassi.

Se volete rimettervi in forma, senza patire eccessivamente la fame, pur con tempi più lunghi, è un regime che vi suggerisco di seguire.

 

 

Controindicazioni

Le contestazioni riguardano alcuni studi; i quali sembra che non vi sia alcuna relazione fra l’aumento di produzione di insulina e il corretto bilanciamento di proteine e carboidrati.

Inoltre secondo molti nutrizionisti la dieta a zona è troppo rigida e funziona solo perché riduce drasticamente l’apporto di calorie. Alcuni calcoli, secondo la regola dei 12 blocchi nell’arco della giornata; portano ad un consumo per una persona sedentaria pari a 1100 kcal contro le esigenze reali di almeno 1600 kcal.

 

Studi recenti inoltre tendono a correlare l’abbassamento del metabolismo a regimi alimentari e dietetici sbilanciati ed eccessivamente rigidi.

Infatti, ogni dieta ipocalorica se protratta eccessivamente nel tempo, tende ad incidere negativamente su questo aspetto.

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